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Enciclopedia dell’Olocausto

 

 

 

Lavori forzati: sintesi — Testimonianze Orali

Morris Kornberg
Data di nascita: 1918, Przedborz, Polonia

Morris descrive i lavori forzati dopo l'invasione tedesca della Polonia [Intervista: 1990]

Testo:

Per quanto mi ricordo, subito dall'inizio, fu come... come una legge. C'era un commissario tedesco che amministrava la nostra piccola città e lui ci chiamò e ci disse che tutti quelli tra i 13 e i 50 anni dovevano lavorare. Ogni giorno bisognava andare... cioè, bisognava fare qualche lavoro. Di solito andavamo al Jewish Kulturgemeinde [Centro Ricreativo Ebraico]. Là ci assegnavano lavori per la maggior parte di pulizia, per esempio portare via vecchi mattoni o sgomberare altre cose - non faceva molta differenza - ma alla sera poi ci era permesso tornare a casa. Più avanti assegnarono me e quelli della mia età e della stessa città... ci assegnarono a Steinbruch [a rompere pietre]. Di solito dovevamo estrarre le pietre che servivano per le strade; loro costruivano nuove strade così quelle pietre servivano per farle. Ed era un lavoro abbastanza pesante, in ogni aspetto, ma io ero ancora piuttosto giovane e in salute e così riuscii ad adattarmi e a fare... a fare il mio lavoro.

Per quanto mi ricordo, subito dall'inizio, fu come... come una legge. C'era un commissario tedesco che amministrava la nostra piccola città e lui ci chiamò e ci disse che tutti quelli tra i 13 e i 50 anni dovevano lavorare. Ogni giorno bisognava andare... cioè, bisognava fare qualche lavoro. Di solito andavamo al Jewish Kulturgemeinde [Centro Ricreativo Ebraico]. Là ci assegnavano lavori per la maggior parte di pulizia, per esempio portare via vecchi mattoni o sgomberare altre cose - non faceva molta differenza - ma alla sera poi ci era permesso tornare a casa. Più avanti assegnarono me e quelli della mia età e della stessa città... ci assegnarono a Steinbruch [a rompere pietre]. Di solito dovevamo estrarre le pietre che servivano per le strade; loro costruivano nuove strade così quelle pietre servivano per farle. Ed era un lavoro abbastanza pesante, in ogni aspetto, ma io ero ancora piuttosto giovane e in salute e così riuscii ad adattarmi e a fare... a fare il mio lavoro.

Morris crebbe in una famiglia ebrea molto religiosa e divenne molto attivo in una associazione sportiva sionista. Quando i Tedeschi invasero la Polonia nel settembre del 1939, la città di Morris venne pesantemente danneggiata. La famiglia di Morris venne poi obbligata a trasferirsi nel ghetto e lui venne assegnato ai lavori forzati. Dopo essere stato imprigionato per un certo periodo a Konskie, una città a circa 50 chilometri da Przedborz, Morris venne deportato ad Auschwitz e assegnato al sotto-campo di Jawischowitz. Nel gennaio del 1945 Morris venne trasferito con una marcia della morte a Troeglitz, un campo satellite di Buchenvald, e poi a Theresienstadt. Dopo la guerra egli rimase per un po' di tempo in Cecoslovacchia e poi in Germania, prima di emigrare negli Stati Uniti.

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