United States Holocaust Memorial Museum The Power of Truth: 20 Years
Museum   Education   Research   History   Remembrance   Genocide   Support   Connect
Donate
Enciclopedia dell’Olocausto

 

 

 

Testimonianze Orali


Emanuel Tanay
Data di nascita: 1929, Miechow, Polonia

Emanuel descrive l'istituzione del ghetto di Miechow [Intervista: 1992]

Testo:

Un giorno venne annunciata la creazione di un quartiere ebraico, quello che poi si chiamò il ghetto. Ma loro, i Tedeschi, continuarono a chiamarlo essenzialmente 'quartiere ebraico', in tedesco. Insomma, c'era un perimetro all'interno del quale agli Ebrei era permesso vivere, ed era una minuscola parte della città; sto parlando della città dove vivevo io, ma era lo stesso in altri posti. I Polacchi che vivevano in quell'area, dovevano trasferirsi, ma non era un problema perché la zona lasciata libera dagli Ebrei era molto più grande; così, i Polacchi che venivano costretti a trasferirsi dal quartiere ebraico, cioè dalla zona destinata agli Ebrei, andavano a vivere in un quartiere di gran lunga migliore; il contrario non succedeva mai. Per quanto riguarda, invece, gli Ebrei che dovevano spostarsi ... ecco ... magari all'inizio una stanza veniva data a una sola famiglia, ma poi le famiglie diventavano almeno due. Anche perché il ghetto della città - la zona ebraica - continuava a diventare sempre più piccolo. All'inizio, almeno, era aperto e si poteva uscire, in certe ore. Per esempio c'era ... cioè ... un Ebreo non poteva farsi trovare per strada dopo le sette; ma per il resto potevi uscire e mischiarti al resto della popolazione. Un giorno, però, arrivò l'annuncio: 'il ghetto è chiuso'. E poi comparvero i cancelli e le mura e non potevi più uscire. Quindi, vedete, il livello di persecuzione continuava a crescere e crescere.

Un giorno venne annunciata la creazione di un quartiere ebraico, quello che poi si chiamò il ghetto. Ma loro, i Tedeschi, continuarono a chiamarlo essenzialmente 'quartiere ebraico', in tedesco. Insomma, c'era un perimetro all'interno del quale agli Ebrei era permesso vivere, ed era una minuscola parte della città; sto parlando della città dove vivevo io, ma era lo stesso in altri posti. I Polacchi che vivevano in quell'area, dovevano trasferirsi, ma non era un problema perché la zona lasciata libera dagli Ebrei era molto più grande; così, i Polacchi che venivano costretti a trasferirsi dal quartiere ebraico, cioè dalla zona destinata agli Ebrei, andavano a vivere in un quartiere di gran lunga migliore; il contrario non succedeva mai. Per quanto riguarda, invece, gli Ebrei che dovevano spostarsi ... ecco ... magari all'inizio una stanza veniva data a una sola famiglia, ma poi le famiglie diventavano almeno due. Anche perché il ghetto della città - la zona ebraica - continuava a diventare sempre più piccolo. All'inizio, almeno, era aperto e si poteva uscire, in certe ore. Per esempio c'era ... cioè ... un Ebreo non poteva farsi trovare per strada dopo le sette; ma per il resto potevi uscire e mischiarti al resto della popolazione. Un giorno, però, arrivò l'annuncio: 'il ghetto è chiuso'. E poi comparvero i cancelli e le mura e non potevi più uscire. Quindi, vedete, il livello di persecuzione continuava a crescere e crescere.

Emanuel e la sua famiglia vivevano nella piccola città di Miechow, a nord di Cracovia. Dopo l'invasione della Polonia da parte della Germania, avvenuta nel settembre 1939, la persecuzione degli Ebrei si intensificò e i Tedeschi crearono un ghetto anche a Miechow, nel quale Emanuel e la sua famiglia vennero presto costretti a trasferirsi. Poco prima che il ghetto venisse distrutto, nel 1942, Emanuel riuscì a fuggire con sua madre e sua sorella, assumendo una falsa identità e rifugiandosi in un monastero insieme ad altri membri del movimento clandestino polacco. Dopo circa un anno, quando uno degli insegnanti cominciò a sospettare che egli fosse Ebreo, Emanuel lasciò il monastero e cominciò a collaborare all'introduzione clandestina di beni di prima necessità nei ghetti di Cracovia e di Varsavia. Nel 1943 Emanuel fuggì in Ungheria e, dopo che i Tedeschi l'ebbero occupata nel 1944, tentò nuovamente di scappare, ma venne catturato e imprigionato. Nonostante tutto, Emanuel riuscì a sopravvivere alla guerra.

— US Holocaust Memorial Museum - Collections

Copyright © United States Holocaust Memorial Museum, Washington, D.C.