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Enciclopedia dell’Olocausto

 

 

 

Testimonianze Orali


Agnes Mandl Adachi
Data di nascita: 1918, Budapest, Ungheria

Agnes descrive gli sforzi di Raoul Wallenberg per salvare gli Ebrei dalla deportazione [Intervista: 1990]

Testo:

Raoul seguiva la gente [destinata alla deportazione] fino al confine austriaco...
In una di quelle occasioni c'era anche Per Anger con lui;
[Raoul] aveva un grosso libro nero e sulla strada per la stazione
si fermò e gridò ai Nazisti, in tedesco, (parlava un tedesco
perfetto) "Come osate? state portando via la nostra gente, sono tutte persone
sotto la nostra protezione". E poi gridò: "Tutti quelli che hanno i nostri documenti
si girino verso di me." E tra loro c'era quella che sarebbe diventata una delle mie migliori amiche e lei si disse "proviamo, che può succedere?", tanto, altrimenti, sapeva che l'avrebbero uccisa lo stesso. Si
girò; non aveva nessun documento e neanche sua sorella e sua madre. E poi Raoul disse "Salite sul camion!" e poi cominciò
ad aprire il suo libro nero e a leggere nomi, uno dopo l'altro,
a raffica. La gente capì e quelli che potevano ancora camminare, cominciarono
a venire su, sia che il loro nome fosse stato chiamato che no. E così li
riportò a Budapest, mille persone, al sicuro, nelle loro case.
E sulla via di casa, Per Anger gli disse: "Raoul, non sapevo
che avessimo un registro con i nomi. Quando l'hai fatto?"
E Raoul cominciò a ridere istericamente e disse "Te lo faccio vedere
quando l'ho fatto" e aprì il libro e non c'era un solo nome.
Niente. Ma quella era la sua idea: doveva fare qualcosa. Doveva
salvare la gente. Allo stesso modo, aveva delle patenti di guida e
...e documenti assicurativi, qualunque cosa riuscisse a trovare in ungherese
che i Tedeschi non potessero capire. E portava tutto al
treno e chiedeva che venissero aperti gli sportelli e poi gridava ai passeggeri "Ho
i vostri documenti, Signor Tal dei Tali, scendete" e così via. E così, ad alcune persone,
sapete [diede loro l'idea] che forse potevano
farcela. E alcuni ebbero un lasciapassare non con il loro nome, ma chi se ne importava, sapete
; o anche documenti dell'assicurazione o delle tasse, qualunque documento. E così [Raoul] li riportò indietro.

Raoul seguiva la gente [destinata alla deportazione] fino al confine austriaco...
In una di quelle occasioni c'era anche Per Anger con lui;
[Raoul] aveva un grosso libro nero e sulla strada per la stazione
si fermò e gridò ai Nazisti, in tedesco, (parlava un tedesco
perfetto) "Come osate? state portando via la nostra gente, sono tutte persone
sotto la nostra protezione". E poi gridò: "Tutti quelli che hanno i nostri documenti
si girino verso di me." E tra loro c'era quella che sarebbe diventata una delle mie migliori amiche e lei si disse "proviamo, che può succedere?", tanto, altrimenti, sapeva che l'avrebbero uccisa lo stesso. Si
girò; non aveva nessun documento e neanche sua sorella e sua madre. E poi Raoul disse "Salite sul camion!" e poi cominciò
ad aprire il suo libro nero e a leggere nomi, uno dopo l'altro,
a raffica. La gente capì e quelli che potevano ancora camminare, cominciarono
a venire su, sia che il loro nome fosse stato chiamato che no. E così li
riportò a Budapest, mille persone, al sicuro, nelle loro case.
E sulla via di casa, Per Anger gli disse: "Raoul, non sapevo
che avessimo un registro con i nomi. Quando l'hai fatto?"
E Raoul cominciò a ridere istericamente e disse "Te lo faccio vedere
quando l'ho fatto" e aprì il libro e non c'era un solo nome.
Niente. Ma quella era la sua idea: doveva fare qualcosa. Doveva
salvare la gente. Allo stesso modo, aveva delle patenti di guida e
...e documenti assicurativi, qualunque cosa riuscisse a trovare in ungherese
che i Tedeschi non potessero capire. E portava tutto al
treno e chiedeva che venissero aperti gli sportelli e poi gridava ai passeggeri "Ho
i vostri documenti, Signor Tal dei Tali, scendete" e così via. E così, ad alcune persone,
sapete [diede loro l'idea] che forse potevano
farcela. E alcuni ebbero un lasciapassare non con il loro nome, ma chi se ne importava, sapete
; o anche documenti dell'assicurazione o delle tasse, qualunque documento. E così [Raoul] li riportò indietro.

Nel 1939, Agnes si trovava in Svizzera, per studiare il francese, ma tornò a Budapest nel 1940. Dopo che i Tedeschi occuparono l'Ungheria, nel 1944, Agnes trovò rifugio nell'ambasciata svedese dove cominciò a lavorare per il diplomatico svedese Raoul Wallenberg, aiutandolo nei suoi sforzi per salvare gli Ebrei di Budapest, sforzi che comprendevano la distribuzione di lasciapassare (Schutzpaesse). Quando i sovietici entrarono a Budapest, Agnes decise di andare in Romania. Dopo la guerra, andò in Svezia e poi in Australia, prima di trasferirsi negli Stati Uniti.

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