

Raoul Wallenberg, un diplomatico svedese assegnato all'Ambasciata svedese a Budapest, guidò una delle operazioni di salvataggio più estese e di maggior successo durante l'Olocausto. Insieme al Comitato Americano per i Rifugiati di Guerra e a Congresso Mondiale Ebraico, Wallenberg si adoperò per proteggere decine di migliaia di Ebrei ungheresi dalla deportazione al campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau. Anche altri diplomatici di altri paesi neutrali parteciparono a quegli sforzi per condurre in salvo cittadini in pericolo. Carl Lutz, un diplomatico svizzero, rilasciò certificati di emigrazione a quasi 50.000 Ebrei, ponendoli così sotto la protezione dello Stato elvetico. Giorgio Perlasca, uomo d'affari italiano, si finse un diplomatico spagnolo e fornì agli Ebrei falsi visti per la Spagna. Al momento della liberazione, più di 100.000 Ebrei si trovavano ancora a Budapest grazie soprattutto a questi atti di salvataggio.
US Holocaust Memorial Museum